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28/12/2007 14.30.07



Migliaia di giovani a Ginevra per l'Incontro europeo promosso dalla comunità di Taizé






Decine di migliaia di giovani provenienti da tutta Europa e anche da altri continenti sono arrivati oggi a Ginevra per partecipare al “Pellegrinaggio di fiducia sulla terra”, promosso dalla Comunità ecumenica di Taizé. Al loro arrivo, i giovani hanno ricevuto una lettera di frère Alois, priore della comunità. Il testo è intitolato “Lettera da Cochabamba” ed è stato scritto in Bolivia durante un incontro di giovani latino-americani incentrato su temi fondamentali, quali la giustizia e il perdono. Sull’incontro di Ginevra, che si concluderà il prossimo primo gennaio dopo una veglia di preghiera per la pace, ascoltiamo frère John intervistato da Amedeo Lomonaco:


R. – Saranno quattro giorni di preghiera e di incontro nelle parrocchie, con i partecipanti delle diverse Chiese, giorni di scambio, di riconciliazione, ma soprattutto di preghiera.

 
D. – E’ cominciato, dunque, il 30.mo incontro europeo di preghiera: quale aspetto prevale quest’anno?

 
R. – Quest’anno penso prevalga l’aspetto ecumenico, perché l’invito è venuto alla Chiesa cattolica, alla Chiesa riformata e alle altre confessioni cristiane.

 
D. – Quale insegnamento possono trarre gli uomini e, in particolare i politici, dai giovani di Taizé?

 
R. – I giovani di oggi, non solo i giovani di Taizé, non vogliono questa divisione ma vogliono scoprire che formiamo una sola famiglia, una famiglia umana. E penso che i cristiani hanno un messaggio da dare in questo senso: siamo tutti in Cristo una famiglia sola.

 
D. – Ginevra diventa quindi un laboratorio di culture, religioni diverse. Cosa possiamo imparare?

 
R. – Possiamo imparare gli uni dagli altri che possiamo vivere insieme. Se c’è questa voglia come cristiani e come credenti, se ci mettiamo tutti in presenza di Dio nella preghiera, questo ci unisce; da questo si può imparare a vivere insieme nella diversità.


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