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24/02/2009 15.00.13



Il "no" al matrimonio omosessuale dei vescovi portoghesi: più impegno per la famiglia






“In favore del vero matrimonio” è la nota messa a punto dalla Conferenza episcopale portoghese al termine del consiglio permanente che si è svolto a Fatima. Nel documento – riferisce l’Osservatore Romano – i presuli esprimono la loro contrarietà al tentativo di “equiparare le unioni omosessuali al matrimonio delle famiglie costituite sulla base dell’amore fra un uomo e una donna”. Il riferimento è alla promessa elettorale del premier socialista Jose’ Socrates che intende autorizzare i legami tra persone dello stesso sesso in caso di nuova rielezione. Una legge in questo senso, riferiscono i vescovi, rappresenterebbe “un grave cambiamento delle basi antropologiche della famiglia e con essa di tutta la società, mettendo in causa il suo equilibrio”. Pertanto i “modelli alternativi” di matrimonio rappresenterebbero una “fonte di turbamento per gli adolescenti e i giovani” inoltre qualunque iniziativa dello Stato “dovrà avere – sottolineano i vescovi – un inquadramento giuridico chiaramente distinto da quello del matrimonio e della famiglia”. “L’omosessualità – afferma la Conferenza episcopale portoghese – denota l’esistenza di problemi di identità personale” ma, allo stesso tempo, ribadiscono che “la Chiesa rigetta ogni forma di discriminazione o di emarginazione delle persone omosessuali e chiede che siano accolte fraternamente e aiutate a superare le difficoltà che, in non pochi casi, arrecano grande sofferenza”. Netta l’opposizione alla possibilità di adozione da parte delle persone omosessuali perché “il desiderio di per sé non costituisce un diritto” mentre va tutelato “il bene del bambino”. I vescovi, infine, chiedono soluzioni a favore delle famiglie e provvedimenti che le valorizzano come “luoghi di educazione dei figli e che proteggano il suo ruolo importante nella vita sociale”. (B.C.)


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