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03/11/2009 19.51.30



Padre Lombardi esprime stupore e rammarico per la sentenza della Corte europea: il Crocifisso segno di offerta di amore di Dio e accoglienza per l'umanità






“Amarezza e non poche perplessita’”. Così la Conferenza episcopale italiana commenta la sentenza con cui la Corte dei Diritti dell’uomo di Strasburgo ha definito la presenza dei Crocefissi nelle aule scolastiche una violazione del diritto dei genitori di “educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione della “libertà di religione degli alunni”. Il caso deriva dal ricorso di una donna italo-finlandese che si è appellata all’Europa dopo che i tribunali italiani avevano respinto la richiesta di rimuovere il Crocifisso dalla scuola dei figli. La sentenza prevede un risarcimento di cinquemila euro per danni morali dal governo italiano, che annuncia il ricorso. La nota di Padre Federico Lombardi, direttore generale della Radio Vaticana


La sentenza della Corte europea è stata accolta in Vaticano con stupore e rammarico.
Il Crocifisso è stato sempre un segno di offerta di amore di Dio e di unione e accoglienza per tutta l’umanità. Dispiace che venga considerato come un segno di divisione, di esclusione o di limitazione della libertà. Non è questo, e non lo è nel sentire comune della nostra gente.
In particolare, è grave voler emarginare dal mondo educativo un segno fondamentale dell’importanza dei valori religiosi nella storia e nella cultura italiana. La religione dà un contributo prezioso per la formazione e la crescita morale delle persone, ed è una componente essenziale della nostra civiltà. E’ sbagliato e miope volerla escludere dalla realtà educativa.
Stupisce poi che una Corte europea intervenga pesantemente in una materia molto profondamente legata alla identità storica, culturale, spirituale del popolo italiano. Non è per questa via che si viene attratti ad amare e condividere di più l’idea europea, che come cattolici italiani abbiamo fortemente sostenuto fin dalle sue origini. Sembra che si voglia disconoscere il ruolo del cristianesimo nella formazione dell’identità europea, che invece è stato e rimane essenziale.


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