




|

|
home > Giovanni
Paolo II in visita al centro di Santa Maria di Galeria
|
|
|

A
R C H I V I O
IN
OCCASIONE DELLA VISITA AL CENTRO TRASMITTENTE DELLA RADIO VATICANA LA
VOCE LIBERA DELLA CHIESA
PER L’ANNUNCIO DEL VANGELO PER LA DIFESA DEI POPOLI E DEI DITITTI UMANI
SABATO 15 GIUGNO 1991 IL SANTO PADRE VISITA NEL POMERIGGIO IL MODERNISSIMO
CENTRO TRASMITTENTE DELLA RADIO VATICANA A SANTA MARIA DI GALERIA.
L’INCONTRO
CON LA GRANDE FAMIGLIA DELLA EMITTENTE RADIOFONICA VATICANA AVVIENE
NEL QUADRO DELLE CELEBRAZIONI PER IL LX ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE.
A SANTA MARIA DI GALERIA IL SANTO PADRE SI SOFFERMA TRA L’ALTRO AD AMMIRARE
UNA DELLE DUE POTENTI ANTENNE ROTANTI AD ONDA CORTA DI CUI E’ DOTATO
IL CENTRO TRASMITTENTE. L’INCONTRO CON I DIPENDENTI E CON I LORO FAMILIARI
AVVIENE NEL PIAZZALE ANTISTANTE LA PALAZZINA DI COMANDO DEL CENTRO.
DURANTE L’OMELIA PRONUNCIATA NEL CORSO DI UNA LITURGIA DELLA PAROLA
IL SANTO PADRE SOTTOLINEA LO STUPORE E LA SPERANZA CHE ACCOMPAGNANO
IL CONTINUO SVILUPPO DEGLI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE.
QUESTO
IL DISCORSO DEL PAPA:
Cari
fratelli e sorelle!
1. Un saluto cordiale
a tutti voi che prendete parte all'odierna visita del Papa al Centro
Trasmittente di Santa Maria di Galeria, in occasione del LX anniversario
di attività della Radio Vaticana. Mi è gradito incontrare oggi qui,
insieme con alcuni membri di Dicasteri della Santa Sede, quanti a diverso
titolo offrono la loro competente e preziosa collaborazione per il buon
funzionamento di questo Centro. Saluto, innanzitutto, il Direttore Generale
della Radio Vaticana, P. Pasquale Borgomeo, al quale va il mio più vivo
ringraziamento per i sentimenti espressi nell'indirizzo di omaggio poc'anzi
pronunciato. Saluto poi e ringrazio i Padri Gesuiti, alla cui opera
intelligente e solerte la Radio Vaticana tanto deve. Mi è caro confermare
loro, in questa circostanza, la fiducia che il mio Predecessore Pio
XI di v.m. concesse alla Compagnia, affidandole la «radio del Papa».
Saluto, inoltre, il personale che qui lavora ed i rappresentanti degli
Enti che si occupano dei vari aspetti tecnico-organizzativi di questa
emittente. Rivolgo, infine, il mio pensiero anche a tutti coloro che,
nelle varie parti della terra, sono con noi collegati sulle onde della
Radio Vaticana.
2.
Mi è gradito rievocare, in questo momento, le solenni parole del primo
Radiomessaggio, trasmesso il 12 febbraio 1931 dal Papa Pio XI, di v.m.:
«Audite caeli..., audiat terra..., audite... omnes qui habitatis orbem».
Udite tutti! Da allora l'invito all'ascolto non ha smesso di risonare
all'orecchio dei singoli e dei popoli, portando a tutti la viva voce
del Papa e della Chiesa.
Come non ripetere anche oggi, col mio Predecessore, l'inno di ringraziamento
elevato dagli angeli nel cielo di Betlem: «Gloria in altissimis Deo
et in terra pax hominibus bonae voluntatis»? Gloria a Dio, che ha dato
agli uomini di oggi un così meraviglioso potere! A Dio, di cui siamo
ambasciatori, inviati ad evangelizzare la pace!A Dio, che ci invita
a partecipare alla sua stessa vita, purificando nel sangue del Figlio
suo le genti di ogni lingua e di ogni continente! E' motivo di costante
stupore e di trepida speranza lo sviluppo di strumenti di comunicazione
sempre più potenti, capaci di ridurre le distanze nel tempo e nello
spazio in modo così sorprendente.
Cielo e terra, giorno e notte, uomini e cose sono chiamati all'unità
dell'ascolto e della lode, segno nuovo di quella comunione nell'essere
che avvolge tutto il creato e tutta la storia.
3.
In questi 60 anni la Radio Vaticana, nata anche come espressione della
sovranità e dell'indipendenza della Santa Sede, ha continuato a rendere
sempre più percepibile - in diversi linguaggi della terra - la voce
libera dei Sommi Pontefici e della Chiesa, per l'annuncio del Vangelo
e la difesa dei popoli e dei diritti umani. Dai primi passi, nella sede
storica sul Colle Vaticano, alla nascita di questo centro di Santa Maria
di Galeria - che i miei Predecessori Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo
VI hanno visitato con attenta sollecitudine - è stato un lungo cammino
di crescita e di maturazione.
Sotto la direzione lungimirante dei Padri della Compagnia di Gesù, la
Radio del Papa ha saputo parlare al cuore di tanta gente con il linguaggio
della fede umile, quotidiana, suscitatrice di cristiana consolazione
e saggezza. Nello stesso tempo la Radio Vaticana ha seguito avvenimenti
culturali e sociali, suggerendone un'equilibrata valutazione nell'ottica
della fede. Noi oggi ringraziamo il Signore per tutto questo, ripetendo
insieme il «Laudate Dominum, omnes gentes», con cui Giovanni XXIII,
poco dopo l'inizio del Concilio, si rivolgeva per la prima volta ai
fedeli dell'Australia e della Nuova Zelanda, varcando con nuovi programmi
«le soglie della casa» e abbracciando tutti con «paterna carità».
4.
Ora, di fronte alle nuove sfide del presente, si rende necessario che
quanti operano presso l'emittente vaticana, unitamente all'indispensabile
competenza e professionalità, si impegnino ad approfondire le loro convinzioni
cristiane. La fede in Gesù Risorto, il quale «ci ha liberati perché
restassimo liberi», deve spingerci ad utilizzare i mezzi della comunicazione
sociale per trasmettere su raggio sempre più vasto la «lieta Notizia»,
offrendone una traduzione chiara ed incisiva, che ne favorisca l'accoglimento
e la fruttificazione nella vita di ciascuno.
Per l'efficace raggiungimento di tale fine, è necessario che la Radio
Vaticana, accanto alle informazioni sulla vita della Chiesa sparsa nel
mondo intero, intensifichi l'elaborazione di specifici programmi comprendenti
catechesi appropriate e illustrazioni dei Documenti conciliari, come
pure del Magistero pontificio e dell'insegnamento dei Padri della Chiesa.
In questo spirito potranno trovare adeguato spazio corsi di esegesi,
di teologia e di storia della Chiesa. Inoltre, la ricchezza culturale
portata nell'emittente vaticana da operatori provenienti da varie Nazioni
della terra, potrà far sì che la diffusione della fede nel mondo intero
si attui mediante una sempre più profonda saldatura con le differenti
culture, valorizzandone gli elementi positivi e stimolandone al tempo
stesso l'avanzamento verso nuove e più ampie sintesi.
5.
Alla fine del secondo Millennio, si affacciano alla nostra mente nuove
speranze e nuovi compiti. Il fine specifico della Radio Vaticana - l'evangelizzazione
attraverso la diffusione radiofonica del messaggio cristiano - ha lodevolmente
impegnato l'emittente della Santa Sede in tutti questi anni; il presente
la impegna ancora di più, come originale interprete di quella sollecitudine
missionaria che, sin dall'inizio del pontificato, mi ha portato a viaggiare
fino agli estremi confini della terra.
La Radio favorisce lo sviluppo e la maturazione dei frutti di verità
e di bontà, di rinnovamento e di donazione che si rivelano nelle singole
Chiese locali e nei diversi Paesi in occasione dell'incontro col Successore
di Pietro. In questo modo, facendosi pellegrina col Papa pellegrino,
l'emittente vaticana è strumento del Ministero petrino: con mezzi certamente
poveri ed uno stile davvero essenziale, essa si fa memoria viva e stimolante
dei semi gettati in ogni incontro del Papa col popolo cristiano.
A tutti voi qui presenti e ai vostri cari, come a tutti coloro che ci
seguono per Radio, specialmente alle persone sole o malate, imparto
di cuore la mia Benedizione.


|

|






|